I mutui a tasso variabile permettono di approfittare delle oscillazione dei tassi d’interesse in caso di mercato favorevole. Il tasso di un mutuo a tasso variabile viene determinato dall’oscillazione dell’ Euribor. L’ Euribor altro non è che il parametro mediante il quale avvengono le transazioni finanziarie in euro tra le grandi banche europee.
Chi decide di optare per un mutuo a tasso variabile corre un rischio non di poco conto, nutrendo la speranza che i tassi d’interesse calino o che si mantengano costanti per l’intera durata del mutuo.
Prima di sottoscrivere un mutuo a tasso variabile è bene comprovare se si ha la possibilità o meno di sostenere una rata mensile ” appesantita” da eventuali rialzi dei tassi d’interesse.
Al fine di accertarsi della propria capacità reddituale e dell’entità del proprio potere d’acquisto potrebbe essere utile compiere i seguenti passaggi :
Come già detto, il tasso dei mutui a tasso variabile viene determinato dall’ oscillazione dell’ Euribor, un ribasso di quest’ultimo porta ad un conseguente abbassamento degli interessi da corrispondere alla banca con la quale abbiamo “acceso” un mutuo a tasso variabile.
- Generalmente, almeno per le prime rate del mutuo, il tasso variabile è sempre inferiore rispetto ad un tasso fisso.
- Gli specialisti del settore immobiliare ritengono che sul lungo periodo le oscillazioni del mercato, (quest’ultimo caratterizzato da rialzi e ribassi continui dei tassi d’interesse) sono solite bilanciarsi sul lungo periodo.
Stando a questa teoria, allo scadere di un mutuo a tasso variabile si otterrà comunque un risparmio considerevole rispetto ad un mutuo a tasso fisso.
Se l’ Euribor sale, l’aumento si riflette sul tasso del mutuo e determina il rincaro della rata mensile, pertanto prima di “accendere” un mutuo a tasso variabile è preferibile fare un attento esame della propria situazione reddituale.
Solo dopo un esame approfondito della vostra situazione finanziaria sarete in grado di valutare se siete o meno in grado di fronteggiare eventuali incrementi rateali.
Lavoratori Autonomi ( medici, avvocati, architetti, etc).
I mutui a tasso variabile possono rappresentare la forma di finanziamento ideale per chi ha un reddito derivante da un lavoro autonomo. E’ infatti più semplice per chi svolge un’attività autonoma adeguarsi ai trend del mercato finanziario e a possibili rincari di quest’ultimo, potendo contare su emolumenti considerevoli.
Dipendenti con reddito medio/alto ( dirigenti, funzionari, etc).
Lavoratori dipendenti che ricoprono incarichi dirigenziali e/o che comunque hanno possibilità di far carriera e quindi hanno o avranno uno stipendio alto.
maggio 20th, 2011 alle 17:46
[...] Questo nuovo decreto contiene, oltre a numerosi interventi in materia economica, anche una serie di nuove possibilità per rinegoziare con la propria banca il mutuo a tasso variabile. [...]
maggio 28th, 2011 alle 09:54
[...] di lunga durata a tasso fisso, che di solito è maggiore del breve periodo e maggiore anche del tasso variabile, non consente di seguire le fluttuazioni del mercato e quindi degli eventuali ribassi dei tassi che [...]