Per capire la convenienza di un mutuo o qualunque altro tipo di finanziamento, bisogna considerare un vasto numero di parametri.
Tra i suddetti parametri vi è lo spread, un parametro che contribuisce a stabilire il tasso d’interesse finale applicato al mutuo che andremo a sottoscrivere.
Che cos’è lo Spread di un Mutuo ?
Generalmente lo spread di un mutuo viene definito come il “ricarico” che l’istituto di credito erogante un finanziamento applica al costo del denaro.
Dato che gli istituti di credito che rilasciano prestiti, finanziamenti e mutui per usare un eufemismo acquistano denaro “all’ingrosso” da istituti di credito con dimensioni maggiori (es.la Bce – Banca Centrale Europea), essi saranno tenuti a restituire il suddetto denaro gravato da un “tasso d’interesse”.
Il su citato tasso d’interesse va a costituire il costo del denaro; quindi il guadagno della banca è per l’appunto lo spread, ovvero un aumento del costo del denaro da far ricadere sul consumatore finale (il sottoscrittore del mutuo).
Attenzione però, è opportuno sapere che non tutto lo spread finisce nelle casse della banca,lo spread infatti comprende anche una quota di contratti derivati mediante cui la banca che ci eroga un mutuo deve coprire il prestito dalle fluttuazioni del costo del denaro e dai rischi creditizi.
I suddetti contratti vanno ad incidere per circa il 5% per ciò che concerne lo spread dei mutui a tasso variabile, mentre possono arrivare anche ad una percentuale del 25% per lo spread dei mutui a tasso fisso ( percentuale molto più considerevole poichè i mutui a tasso fisso sono molto più rischiosi per gli istituti di credito).
Seguendo l’incidenza dei suddetti contratti derivati ( che fungono da copertura per le banche) è possibile comprendere come avviene la variazione degli spread nel corso del tempo: Es. se prima che la Lehaman Brothers fallisse si trovavano mutui con uno spread dello 0,7%, oggi invece la media si assesta attorno all’ 1,30% (in alcuni casi lo spread può superare anche il 2%).
E’ facile capire che un mutuo conveniente avrà uno spread basso, in più tramite lo spread è possibile intuire se l’istituto di credito è in un periodo in cui offre facilmente mutui oppore no.
Facendo un esempio nel 2010 la Banca Monte dei Paschi di Siena è stata tra le banche leader nel settore mutui offrendo mutui a spread bassi, mentre per il 2011 ha rincarato gli spread sui mutui.
giugno 22nd, 2011 alle 09:26
[...] e l’altra persona è un dipendente a tempo indeterminato, in genere non viene applicato uno spread maggiorato. In caso di assenza del cointestatario, si richiede l’apertura di [...]
novembre 21st, 2011 alle 10:44
salve,io volevo un”informazione:volevo sapere se la banca può variare lo spread ,nel mio caso ho chiesto alla banca di rinegoziare il mutuo da tasso fisso a variabile ( avevo lo spread a tasso fisso a 0.95 poi passando a variabile ,chiesto dal sottoscritto la banca a visto bene di darmi l”ok ma ad una condizione aumentando lo spread a 1.40 .mi chiedo ancora oggi se lo poteva fare; e se non lo poteva fare c”è una legge che mi possa tutelare .grazie
novembre 21st, 2011 alle 10:57
Si lo può fare. La rinegoziazione del mutuo è una richiesta che fa il cittadino alla banca che però non è obbligata ad accettare. Rinegoziando, le condizioni del contratto di partenza possono variare e sta a tutte e due le parti accettare o meno. Se a lei non va bene provi la carta surroga mutuo (anche se in questo momento difficilmente troverà uno spread più basso dell’ 1,4) o comunque può cercare di contrattare uno spread un po’ più basso. La legge sancisce in sintesi la legittimità e la gratuità della rinegoziazione.
gennaio 27th, 2012 alle 12:02
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febbraio 13th, 2012 alle 11:05
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